Il sistema tributario italiano si compone di un agglomerato di norme, leggi, direttive e regimi contabili che mettono il contribuente di fronte a diverse implicazioni, risultati e soluzioni, le quali spesso portano a differenti metodologie di calcolo delle imposte da versare. Di fronte a tale complessità diventa necessario comprendere le diverse alternative e fra queste scegliere quella che, a parità di altre condizioni, porta a un maggior risparmio sulle imposte. Tale necessità è rafforzata dalla forte pressione fiscale che colpisce imprese e professionisti, obbligati a versare una quota del proprio reddito, a pagare F24 e bollettini senza avere consapevolezza del motivo e del calcolo che sta alla base di quell’importo versato. È proprio questo il problema principale che oggi imprese e professionisti si trovano ad affrontare.
È qui che entra in gioco lo strumento della pianificazione fiscale, un processo di riorganizzazione del proprio business fondato sulla valutazione di tutte le alternative fiscali che la legge mette a disposizione per comprenderne appieno i meccanismi, gli impatti sul business, avere piena padronanza degli strumenti fiscali e scegliere a priori (a inizio anno- ovvero a gennaio o dicembre) le soluzioni di maggiore convenienza.
Lo stesso legislatore riconosce il cosiddetto “Lecito Risparmio”, infatti, conl’art. 10-bis dello Statuto del contribuente, viene stabilito espressamente “resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali differenti offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale”. Il legittimo risparmio d’imposta, ossia la possibilità di fruire liberamente di diverse soluzioni alternative anche solo per ragioni fiscali, rappresenta un profilo immanente dell’ordinamento tributario.
Come si realizza la pianificazione fiscale?
La pianificazione è un processo che deve accompagnare l’impresa lungo tutta la sua vita, un insieme di attività attuate dal consulente aziendale per permettere all’imprenditore di comprendere il sistema fiscale, prendere decisioni razionali che gli permettano di conseguire un lecito risparmio sulle imposte e conoscere a priori (già a inizio anno) il loro ammontare. Il processo di pianificazione fiscale può essere scomposto in tre macro-fasi che si ripetono annualmente lungo tutta la vita dell’impresa:
1. Definizione dell’assetto giuridico-fiscale e calcolo previsionale del reddito: si tratta della fase iniziale e consiste nell’analisi degli investimenti che l’imprenditore vorrà sostenere durante l’anno, nella previsione dei costi che l’impresa si troverà ad affrontare e dei ricavi che la stessa riuscirà a generare. Questi tre elementi assumono importanza per:
- La scelta della veste giuridica più conveniente (S.r.l., S.a.s., Impresa individuale ecc.), ognuna soggetta ad una tassazione differente
- La definizione della struttura dei costi previsti (un esempio pratico può essere optare per la locazione dell’immobile che ospita la sede aziendale anziché per l’acquisto, generando così degli scenari fiscali molto diversi e quindi tassazioni differenti. È proprio in questo modo che si modifica la “struttura dei costi” dell’impresa che non sosterrà un costo per “acquisto” di immobile ma sosterrà costi per “locazione”)
- La previsione dell’utilizzo di eventuali strumenti agevolativi, come ad esempio i vari crediti d’mposta
Tutti questi elementi hanno un impatto diretto su quello che sarà l’utile (o reddito) prodotto dall’impresa, punto di partenza per il calcolo delle imposte da versare.
La prima fase è una fase di fondamentale importanza poiché la scelta di un’adeguata veste giuridica e la costruzione di una struttura dei costi efficiente possono insieme generare un considerevole risparmio sulle imposte da pagare.
2. Previsione delle imposte: La fase due è diretta conseguenza della fase precedente, infatti, definito il reddito, la veste giuridica e l’utilizzo di eventuali strumenti agevolativi, è possibile calcolare l’imposta che l’impresa dovrà versare al termine dell’anno.
Queste due fasi, che devono completarsi a inizio anno, oltre a dare una visione chiara di quelle che saranno le imposte da versare alla fine dello stesso anno, forniscono all’imprenditore una serie di informazioni che gli permettono di comprendere i meccanismi e i calcoli che hanno condotto a quel risultato.
3. Monitoraggio: l’ultima fase è quella del monitoraggio, essa consiste nell’analizzare, almeno a cadenza trimestrale, costi e ricavi dell’impresa, confrontarli con quanto preventivato e in casi di scostamenti definire eventuali azioni correttive.
Si conclude che la pianificazione fiscale è un’attività che seppur spesso trascurata risulta di fondamentale importanza e porta a grandi benefici.