Lucio Patti

La scelta della forma giuridica: impresa individuale o società?

Quando si esercita un’attività, sia essa di tipo professionale o commerciale, la scelta della forma giuridica più appropriata assume un’importanza fondamentale.

In Italia è possibile scegliere fra diverse forme giuridiche, le principali sono:

  1. Impresa individuale
  2. Società

Impresa individuale

La prima forma, ovvero quella dell’impresa individuale, rappresenta la più semplice nel nostro ordinamento: si costituisce aprendo una partita iva e iscrivendosi alla camera di commercio, presenta una gestione amministrativa molto semplice e per questi motivi si adatta bene alle piccole attività. Dal punto di vista fiscale, a determinate condizioni, può godere del c.d. regime forfait, un tipo di regime agevolato che prevede un’imposta del 15% (ridotta al 5 % nei primi cinque anni) e una riduzione del 35% sui contributi INPS. Civilisticamente, l’impresa individuale, si caratterizza per una sovrapposizione quasi totale fra colui che materialmente esercita l’impresa e l’impresa stessa, una caratteristica che, se da un lato permette una gestione amministrativa e contabile agile e veloce, dall’altro porta con sé diverse conseguenze dal punto di vista delle responsabilità, poiché di eventuali debiti insoluti ne risponderebbe l’imprenditore con il proprio patrimonio personale. Inoltre, questa forma non può essere utilizzata per gestire un business in società con altre persone e non si adatta bene neanche a grossi volumi di affari per due motivi:

1. Al crescere dell’utile le imposte che l’imprenditore dovrà pagare saranno soggette a percentuali più elevate (fino a 15.000€ di reddito il 23% , da 15.000€ a 28.000€ il 25% e così via fino ad arrivare al 43%)

2. L’attività di impresa viene svolta utilizzando il patrimonio personale dell’imprenditore, va da sé che se l’impresa va male ad essere intaccato è immediatamente quest’ultimo

Società

Le società si differenziano dall’impresa individuale per due principali motivi:

1. La forma giuridica fa sì che l’esercizio dell’attività imprenditoriale possa essere svolto contemporaneamente da due o più persone

2. La “società” si presenta come una persona distinta dai propri soci e con un patrimonio separato (immaginiamo che per svolgere la propria attività, la società debba locare un magazzino, il contratto di locazione sarà stipulato dal locatore e dalla società, non dai soci, quindi, la società al pari di una persona sarà intestataria di un contratto di locazione e anche di un conto corrente con la quale pagherà i canoni di locazione).

Nel nostro ordinamento esistono diversi tipi societari, i principali sono:

  • Società in nome collettivo (SNC)
  • Società in accomandita semplice (SAS)
  • Società a responsabilità limitata (SRL)
  • Società per azioni (SPA)

La Società in nome collettivo e la Società in accomandita semplice appartengono alla più grande categoria delle “società di persone”, mentre la Società a responsabilità limitata e la Società per azioni appartengono alla categoria delle “società di capitali”. La differenza fra queste due categorie e sostanziale, poiché nella società di persone, per i debiti contratti dalla società (ad esempio debito con i fornitori), rispondono anche i soci, mentre nelle società di capitali, è la società stessa con il proprio patrimonio (separato da quello dei soci) a rispondere dei debiti contratti per lo svolgimento dell’attività.

Dal punto di vista fiscale, le società non possono godere del c.d. regime forfait, ma sono soggette a meccanismi impositivi differenti rispetto all’impresa individuale. Nello specifico, le società di capitali scontano un’imposta (IRES) del 24% sull’utile d’impresa, calcolato come differenza fra ricavi e costi, nonché un ulteriore 26% in caso di distribuzione dell’utile ai soci (con distribuzione di utile si fa riferimento alla volontà dei soci di far fuoriuscire l’utile dal patrimonio della società per farlo confluire nel proprio patrimonio personale). Da un punto di vista fiscale, l’utilizzo della forma societaria non si adatta bene a business di piccole dimensioni, ma con il crescere del volume di affari la forma societaria diventa la soluzione più conveniente.

In conclusione, la forma dell’impresa individuale grazie ad una gestione amministrativa semplice e alla possibilità di usufruire di un regime fiscale di vantaggio (regime forfait) si adatta bene a piccoli business o ad attività libero professionali, al contrario la forma societaria risponde meglio a business strutturati e di dimensioni più grandi.

In questo articolo sono stati esposti alcuni dei meccanismi che caratterizzano le varie forme, ma nella realtà le variabili che entrano in gioco sono molteplici e complesse, la scelta va sempre valutata e pianificata attentamente, in relazione a fattori contestuali e alle caratteristiche del proprio business. Infatti, una scelta errata potrebbe da un lato esporre l’imprenditore ad un rischio elevato e dall’altro generare un ammontare di costi amministrativi e fiscali insostenibili. Per questo è sempre opportuno affidarsi ad un professionista che sappia valutare in anticipo l’impatto di ogni forma giuridica sul business in esame.

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